Il Governo ha scelto un percorso di guerra per la ripresa autunnale, ma dovrà affrontarla con truppe stanche e piuttosto divise. Non si parla qui delle riforme costituzionali e della legge elettorale, banchi di prova importanti. Sto parlando dell’economia e dei soldi degli italiani.

Renzi sta riempiendo e allietando l’estate con annunci mirabolanti, ma dovrà trasformarli in atti di governo nelle prossime settimane con il rischio che l’autunno si riveli per il governo più torrido di quanto non sia l’estate per gli italiani.

Proviamo a mettere in fila gli impegni: 14 miliardi per bloccare le clausole di salvaguardia; allentare il Patto di Stabilità interno, per dare fiato alle finanze dei Comuni; finanziare la decontribuzione fiscale delle aziende (3-5 miliardi); finanziare gli ammortizzatori sociali (5-6 miliardi); abolire l’Imu sulla prima casa e la Tasi ( circa 4 miliardi): si arriva a circa 40 miliardi di risorse aggiuntive da trovare e portare all’esame della Commissione europea con coperture credibili e non una tantum.

La maggioranza si sfarina ogni giorno di più. Ora è la Rai, domani sarà la legge elettorale o le unioni civili, il punto vero è l’assenza di un orizzonte politico nell’azione dell’esecutivo impegnato in uno spossante day-by-day. Forza Italia guarda con preoccupazione alla confusione che domina nel campo della maggioranza, perché a pagarne il prezzo maggiore sarebbero gli italiani. La maggioranza attuale ha la forza e la coesione politica necessaria per assolvere impegni economici tanto gravosi ma tanto importanti per l’Italia? Ne dubito e, sono convinta, ne dubitano molti nella stessa maggioranza. Gli italiani però chiedono di avere certezze: ecco la sfida che non risparmia nessuno, opposizione o maggioranza.

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