Porta a porta per 25 milioni di voti

Di Stefano Zurlo – Da Il Giornale

Milano, 8 apr. 2014: Sono milioni e milioni. Sono gli italiani impigliati nella rete dell’antipolitica. O meglio, lontani, lontanissimi dalle urne.

Sono più di venti milioni i connazionali che oggi non andrebbero a votare alle Europee. Il partito dell’astensione raddoppierebbe addirittura rispetto alle Politiche 2013.

Come riconquistare questa mezza Italia? Ad Arcore sono convinti che la soluzione, o almeno l’inversione di una tendenza negativa, sia possibile e passi attraverso i club. Sì, i club Forza Silvio, varati da qualche mese sotto la guida di Marcello Fiori. In un documento che il vertice azzurro sta compulsando in questi giorni si fanno i conti della disaffezione e si segnano le cifre della rimonta in vista della battaglia di maggio
Il punto di partenza è sconfortante: «Fatto cento il numero dei cittadini con diritto di voto, la metà, il 50 per cento, non intende andare a votare. Sono cittadini disgustati, delusi, indecisi, amareggiati». E non è tutto. L’altra metà del Paese va alle urne, ma è a sua volta divisa in tre tronconi equivalenti: i sostenitori di Forza Italia, gli elettori di sinistra, quelli che appoggiano il Movimento 5 Stelle. Qui, secondo gli studi commissionati dall’entourage berlusconiano, si registra un’altra frattura: quasi la metà degli elettori grillini è pentita. Delusa. Forse, in libera uscita. Alcuni sondaggisti contraddicono questa lettura, ma ad Arcore prevedono invece una fuga dai 5 Stelle.
In conclusione, esiste una massa enorme di elettori, stimabile nell’ordine dei 24-25 milioni e forse pure di più, che potrebbe rifugiarsi nell’astensione. Per ora, perché potrebbe fluttuare da uno schieramento all’altro.

Questo blocco sconfinato è impermeabile ai messaggi e ai programmi televisivi. Non solo: non compra e non legge i giornali. «Questi elettori che non hanno intenzione di votare sono quindi raggiungibili solo ed esclusivamente attraverso un contatto personale diretto». Attenzione: ai piani alti di Fi sottolineano che il rapporto personale «è il modo che abbiamo già sperimentato con successo nel ’94 con i Club Forza Italia».
Questa volta, con un tocco di marketing, si chiamano Club Forza Silvio, ma la sostanza è la stessa. Dovrebbero rappresentare il lato positivo, limpido, concreto della politica. Di una politica vicina alle esigenze della gente. Ai suoi problemi. Ai suoi drammi in tempo di crisi. Ogni club avrà un raggio d’azione di cinque sezioni elettorali, pari a circa 3.750 elettori. «Dunque occorre arrivare a 12mila club per coprire tutto il territorio italiano». Follia?
«Follia – rispondono ad Arcore – ma è una follia che ha funzionato nel ’94». Se i club riuscissero a convincere, con il tradizionale porta a porta, anche solo un indeciso su dieci, sarebbero circa due milioni e quattrocentomila voti in più. Un bottino clamoroso, specie di questi tempi. Non solo: con le Sentinelle del voto i club saranno chiamati anche a vigilare sulla correttezza delle operazioni di voto. Secondo alcune stime, alle ultime consultazioni i moderati hanno perso per strada 1 milione e 600 mila voti, voti dati ma annullati prendendo a prestito ogni possibile motivazione. Ora parte la battaglia per recuperare anche quei voti.