Di Dino Pesole – Da Il Sole 24 Ore

Lo sblocco di 40 miliardi in due anni di crediti commerciali della Pa è solo il primo passo verso la completa soluzione del problema. Lo sottolinea il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, quando ricorda come l’intero stock si collochi attorno ai 100 miliardi. Il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, ne è consapevole e intervenendo al convegno organizzato dall’associazione degli imprenditori sul tema «Più mondo in Italia» ribadisce che a settembre dovrebbe esser pronta la «vera mappatura» dei creditori della pubblica amministrazione. Sarà così possibile fare il punto «sull’eventuale accelerazione dei pagamenti, previsti nei primi sei mesi dell’anno prossimo. Possiamo accelerare di qualche mese». Un’apertura che va incontro anche alle reiterate richieste avanzate in particolare dal Pdl. È una partita – ribadisce Saccomanni – che rappresenta una «bella boccata di ossigeno» contro la crisi. «Stiamo cercando di verificare che tutti coloro che dicono di avere un credito nei confronti della pubblica amministrazione lo abbiano veramente». Siamo pur sempre il Paese «dei falsi invalidi, dei falsi ciechi, ci sarà pure qualche falso creditore».
Quanto all’altra partita politicamente molto sensibile, la doppia questione Iva e Imu, sulla quale il Governo è impegnato a individuare una soluzione a regime prima della pausa estiva, il titolare dell’Economia ribadisce che l’intendimento dell’esecutivo è «mantenere l’impegno, risolvendo i problemi in un’ottica di medio periodo». Se, come pare probabile, la strada sarà quella dei tagli selettivi alla spesa pubblica, occorrerà ponderare bene tempi e metodi poiché «certi interventi di carattere strutturale non possono essere realizzati nel giro di pochi giorni». In particolare per l’Iva si lavora a coperture sostitutive all’aumento degli acconti fiscali, che garantiscano la sospensione dell’aumento di un punto fino al 31 dicembre, e lo cancellino del tutto dal 2014.
Se da un lato l’operazione «spending review» potrà trovare la sua forma compiuta non prima della prossima legge di stabilità, l’appuntamento più ravvicinato cui il Governo punta nell’immediato è l’accelerazione dell’iter di approvazione della legge delega sul fisco da parte del Parlamento. «Le commissioni sono d’accordo nel metterla in calendario entro l’ultima settimana di luglio». A quel punto il Governo si impegna ad agire «il più rapidamente possibile», in sostanza predisponendo in tempi rapidi i relativi decreti legislativi. «Il problema fondamentale è dare certezza fiscale a tutti i cittadini».
La razionalizzazione della spesa corrente, una strada obbligata «data la pesantezza del debito», potrà porre le premesse per la riduzione della pressione fiscale su imprese, lavoratori e consumatori. La situazione dei conti pubblici pare sotto controllo, e il dato relativo al fabbisogno di giugno evidenzia un surplus che per Saccomanni «è tra i più alti del decennio». Siamo usciti dall’emergenza finanziaria, non ancora dalla recessione. «Stiamo vedendo la luce, ma siamo in una fase tuttora con elementi di incertezza». Vi sono ancora imprese «che chiudono e licenziano, ma anche imprese che aumentano la produzione e che hanno una prospettiva di domanda di prodotti». La ripresa – ribadisce il ministro – dovrebbe materializzarsi nel quarto trimestre di quest’anno, anche alla luce delle misure adottate dal Governo.
Resta il problema di fondo delle risorse. L’avanzo di giugno è una buona notizia, ma il controllo del deficit non ammette distrazioni. In autunno si addenseranno decisioni e scadenze che comunque – questa la linea di Palazzo Chigi e Via XX Settembre – non dovranno aver alcun impatto sui conti.