Si è svolta ieri, 12 novembre,  a Roma la tavola rotonda dal titolo “Previdenza, Il ruolo delle casse professionali per superare la crisi“. Di seguito riportiamo l’intervento integrale dell’On. Mariastella Gelmini.

“Gli Enti previdenziali privatizzati sono un asset importante per la società italiana. Privatizzati significa “senza oneri per lo Stato”, una definizione che in ogni angolo della terra suona come una benedizione ma in Italia è stata considerata per troppo tempo l’equivalente di una bestemmia. Ho detto è stata, ma ancora lo è in larga misura se pensiamo alla #RiformaFornero che ha pensato bene di pretendere dalla Casse previdenziali private la verifica della sostenibilità delle erogazioni a 50 anni!!! E tutto al solo scopo, ove non fosse stata riscontrato quel parametro, di mettere le Casse private nel grande calderone della previdenza pubblica per ripianare un debito che da solo rappresenta il 45% del debito pubblico italiano!
La Legge di stabilità del governo #Renzi non è uscita fuori dal binario di una fiscalità oppressiva e distruttrice di ricchezza. Invece dei tagli di spesa (in #Italia la spesa pubblica da tagliare è diventata come l’Araba fenice di Pietro Metastasio “che ci sia ciascun lo dice, dove sia nessun lo sa”) si è scelta la strada antica ma sempre più sconnessa delle tasse. Colpendo i Fondi pensione, la previdenza integrativa e il Tfr, alzando la tassazione dei primi al 26% e pensando di infierire sul Tfr una volta trasferito sul reddito mensile del lavoratore. Il tutto è stato spiegato con la necessità di rendere omogenea con il resto d’Europa la tassazione sul risparmio previdenziale.
Il proposito del governo di allineare la pressione fiscale all’Europa è un po’ strabico: quando si tratta di aumentare le tasse è sempre in nome dell’Europa, ma il governo Renzi e il ministro Poletti perché non allineano al fisco europeo anche la tassazione dei redditi e delle partite Iva che è fra le più alte del pianeta?
Colpire con nuove tasse le Casse previdenziali private significa colpire un importante investitore in Borsa, significa privarsi di risorse fresche e importanti per la crescita a favore della spesa parassitaria che questo governo, al pari dei governi #Monti e #Letta, non hanno alcuna intenzione di colpire!!! Le Casse, al pari di altri cittadini, sono colpite tre volte: nella raccolta dei fondi versati dagli associati; al momento di investirli in titoli azionari oppure obbligazioni (tassazione passata dal 20 al 26%); nel momento di erogare gli assegni previdenziali.
L’ultimo regalo della legge Fornero è stato l’obbligo, in nome dell’adeguatezza del sistema previdenziale, di accantonare somme a garanzia della sostenibilità del sistema. È giusta e sacrosante la richiesta della Casse di poter distribuire una parte dei rendimenti per remunerare i montanti attraverso un Fondo di garanzia ad hoc.
La bulimia fiscale di uno Stato onnivoro sta distruggendo l’ultima ricchezza del Paese, ma soprattutto sta divorando il futuro ai nostri figli.
Senza trascurare che i rendimenti dei patrimoni previdenziali potrebbero essere anche un importante leva per svolgere attività di welfare, se non in sostituzione certo a integrazione di un welfare pubblico destinato a farsi sempre più avaro.
Tutto ciò è già in parte possibile negli altri Paesi europei. Da non trascurare neppure, a proposito di chi invoca l’Europa a ogni piè sospinto, la necessità di omogeneizzare il trattamento fiscale, questa volta verso il basso, ora che è stato dato il via libera alla libertà di esercitare la propria professione in qualsiasi Paese UE. Con le Casse private tartassate come in nessun altro Paese, sarà un problema drammatico per i nostri professionisti competere ad armi pari con i loro colleghi europei.
In fondo a tutto c’è una visione ancora largamente punitiva dell’attività privata , del risparmio privato, della libertà della persona. Questo governo ha dato un colpo di belletto a vecchie pratiche statalistiche, ma la sostanza è rimasta immutata. Si punta a spremere soldi dove viene costruita ricchezza attraverso la libera iniziativa, attraverso le idee, il sapere e la conoscenza, per riversare quelle risorse nel calderone infernale di una spesa pubblica sempre più utile a costruire consensi e sempre meno capace di erogare servizi.
Forza Italia è al fianco delle Casse previdenziali private, e non soltanto con parole o con promesse. Mi aspetto di raccogliere da Voi spunti e suggerimenti per formulare una proposta legislativa per ridefinire il compito delle Casse con l’obiettivo di restituirgli la libertà che deve essere la più ampia possibile e favorire soprattutto la libertà d’uso dei vostri patrimoni. Il primo atto su questa strada sarà la nostra opposizione ferma alla Legge di stabilità. Non sarà un’opposizione sterile e stridula, ma propositiva. Sfidiamo il governo a riconoscervi la libertà che vi è stata negata e, soprattutto, sfidiamo Renzi ad avere fiducia nel buon senso delle Casse private più di quante voi possiate averne nelle sue promesse mancate!”