Gelmini: Il criterio è giusto ma serve tempo. Bene un politico ma nessun veto su nomi della società civile. Lunedì il vertice di maggioranza al Pirellone.

Di Fabio Rubini – Da Libero Quotidiano ed. Milano

La Lega corre e i suoi leader tengono il passo. Forse per questo il governatore lombardo Roberto Maroni in un’intervista al Corsera ha lanciato la «bomba primarie» su Milano che «si dovrebbero fare subito, già a luglio, anche per cavalcare l’onda elettorale favorevole». Certo, la Lega potenzialmente ha un Matteo Salvini che sotto i gazebo, oggi, straccerebbe chiunque, mentre gli alleati a potenza di fuoco, nell’immediato farebbero più fatica a scendere in campo in maniera competitiva. Anche per queste ragioni la coordinatrice regionale Mariastella Gelmini frena i bollori del govematore e in questa intervista traccia la road map azzurra verso le amministrative milanesi del 2016. A partire dal vertice di maggioranza che si terrà lunedì prossimo «per chiarire tutti i nodi programmatici del prossimo futuro». Nodi che riguardano soprattutto la riforma sanitaria (annunciata per fine mese da Maroni) e l’idea del reddito di cittadinanza alla lombarda.

Onorevole ha sentito la proposta di Maroni che vuol fare le primarie per il sindaco di Milano a luglio?
«A luglio la vedo complicata. Bisogna capire qual è il significato delle parole di Maroni. Se per luglio intende che si devono fare al più presto, allora sono d’accordo con lui. Se intende il mese prossimo, allora direi che non ci sono le condizioni per poterle fare».

Per il centrodestra le primarie sarebbero una novità assoluta. Siete pronti?
«Che il nostro candidato dovrà passare dalle primarie mi sembra ormai un fatto acquisito. Lo ha detto anche Berlusconi. Però vanno fatte con criterio».

Come le organizzerete?
«Chiuso il capitolo regionali e quello dei ballottaggi apriremo subito il “tavolo Milano”. Per le primarie dovremo fare un tavolo comune per capire intanto quali e quanti sono gli alleati di coalizione e poi per stabilire regole certe e un codice comportamentale. Perché non vogliamo fare la fine del Pd. Le nostre primarie dovranno essere una cosa seria non una pagliacciata manipolabile come quelle che il centrosinistra ha fatto in Liguria…».

A proposito di coalizione, riuscirete a convincere Salvini a riprendersi Ncd?
«La Lombardia e oggi la Liguria hanno dimostrato che quando il centrodestra si presenta unito vince. La strada è questa, mi sembra non ci possano essere dubbi».

Torniamo alla igura del candidato che dovrà lottare per riportare Milano al centrodestra. La Lega potrebbe puntare su Salvini e Maroni ha chiuso a un candidato della società civile. Qual è la posizione di Forza Italia?
«Io partirei dal fatto che il candidato dovrà avere un appeal sulla città, sulla società civile, sull’associazionismo. Per il resto anch’io in questo frangente preferirei un candidato che arrivi dalla politica. Però dobbiamo valutare con attenzione e non escludere nessuno a priori». ‘

A sorpresa Maroni ha fatto il nome di Maurizio Lupi, ex ministro di Ncd…
«Se la sua dichiarazione è stata concordata con Salvini per noi non è certo un problema. Sul nome di Lupi siamo più che aperti. Il problema è capire se la Lega lo appoggerà».

Onorevole, queste elezioni amministrative, in generale, hanno visto il boom della Lega e l’arretramento di Forza Italia. C’è il timore che possano cambiare gli equilibri di forza nella coalizione?
«Non trovo giusta questa analisi. Anzi, in Lombardia io dico che Forza Italia ha tenuto e che la Lega non ci ha travolti. Basta guardare i numeri nei comuni e considerare che molti nostri sindaci avevano liste civiche personali che hanno drenato voti che comunque sarebbero finiti a noi».

A proposito di amministrative, in molti dei comuni dove il 14 giugno ci sarà il ballottaggio e dove la coalizione di centrodestra è andata divisa, si affronteranno candidati della Lega contro quelli del centro sinistra. Come si comporterà Forza Italia?
«Non c’è nemmeno da porsi il problema. Sul territorio Forza Italia appoggerà comunque i candidati della Lega».