Mariastella-Gelmini-Consiglio-Nazionale

Il governo italiano deve costituirsi parte civile nel processo contro le agenzie di rating per la semplice ragione che ogni governo difende sempre la dignità della Nazione, quali che siano gli interessi in gioco. Nessuno chiede la difesa postuma del governo Berlusconi e nessuno rivendica meriti o lamenta persecuzioni da parte di altri. È una questione di trasparenza o della sua mancanza che va accertata nei comportamenti di soggetti influenti per il governo del debito pubblico quali sono le agenzie di rating.

Qualcuno potrà sempre obiettare perché la speculazione si scatenò contro il debito sovrano dell’Italia e non, per esempio, contro quello svedese o danese o tedesco. E trovare una risposta nel fatto che il nostro debito è superiore e quindi più vulnerabile. Sono argomentazioni con un pizzico di verità ma che nulla tolgono alla richiesta di Forza Italia di fare chiarezza su quanto accadde nell’estate e nell’autunno di 4 anni fa. È un atto dovuto, non solo e non tanto al precedente e legittimo governo della Repubblica, quanto agli italiani che hanno pagato e stanno pagando le conseguenze degli atti compiuti dalle agenzie di rating. Se Renzi ha davvero a cuore l’immagine e la dignità del Paese non deve avere nessuna esitazione: anche da questi gesti si misura la credibilità di un esecutivo.