L’ex ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini: “Renzi sta solo cercando di creare consenso allargando la pianta organica dei docenti”.

Di Manuel Fondato – Da Il Tempo

Roma, 5 mag. 2015: Mariastella Gelmini è stata Ministro dell’Istruzione dal 2008 al 2011, tra i più giovani a ricoprire questo ruolo. Abbiamo fatto con lei il punto sulla situazione della scuola e sul malcontento degli insegnanti.

Domani ci sarà uno sciopero che, dopo 7 anni, ha riunito tutte le sigle sindacali.

«Finchè gli insegnanti saranno ostaggio del sindacato in quanto la loro professionalità non viene valorizzata sarà sempre la scuola a perdere. Quello che accade è un rito legittimo ma stanco. Non è attraverso lo sciopero generale che si solleva la scuola dalla situazione in cui versa. Si confrontano due conservatorismi: quello del sindacato che non vuole che la scuola cambi, difendendo un modello superato di scuola che discrimina tra precari di serie A e di serie B e non consente la progressione legata al merito e il conservatorismo del Governo che spaccia per una riforma la stabilizzazione dei precari».

Una pratica che esiste da sempre.

«Sì ma è frutto di un errore: stabilizzare dei precari è positivo ma quando si stabilizzano si deve calcolare il fabbisogno effettivo della scuola».

Il Ministro Giannini è stata contestata recentemente. Dove sbaglia il Governo?

«Penso che la buona scuola per essere davvero buona manchi di elementi fondativi. Questa non è una riforma ma il tentativo di creare un consenso allargando la pianta organica. Peraltro l’allargamento non è di 100mila posti ma di circa 30mila, perché 50-60 mila persone entrerebbero naturalmente. Questa scelta politica doveva creare consenso ma non c’è riuscita vista la posizione dei sindacati».

Cosa manca a questo provvedimento?

«Manca la valorizzazione del merito, la qualità. Renzi aveva detto che in 100 giorni avrebbe risolto l’emergenza legata all’edilizia scolastica, ma si è persa ogni traccia dell’anagrafe sull’edilizia scolastica, fondamentale per conoscere i rischi strutturali e non. Riteniamo comunque positivo il rafforzamento dei poteri dei dirigenti scolastici anche se qualche volta più che un aumento dell’autonomia sembra più un centralismo ministeriale».

Cosa è rimasto dei suoi anni come Ministro?

«Le mie riforme sono state confermate nonostante le tante critiche, alcune legittime altre meno. Se ancora non sono state modificate è perché evidentemente erano giuste».

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