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Di Fabio Massa – Da AffariItaliani.it

Milano, 3 lug. 2014: Mariastella Gelmini, coordinatrice lombarda di Forza Italia, in un’intervista ad Affaritaliani.it commenta la riforma della sanità in Lombardia: “Va migliorato il sistema lombardo ma non va stravolto. Noi non vogliamo il modello toscano, questo sia chiaro”. Poi, su un eventuale rimpasto: “Non è all’orizzonte, ma se ci fosse preferirei valorizzare i consiglieri”.

Coordinatrice Gelmini, che cosa ne pensa dell’idea di contribuire con il Tfr alle casse vuote del partito?
Per il partito ovviamente lo farei, certo. Non ci è stato ancora proposto ma sicuramente chi ha ruoli dirigenziali, se ci crede, deve essere disposto a contribuire.

Eppure c’è gente che non paga…
Io posso parlare per la Lombardia. In realtà i consiglieri regionali si stanno tutti mettendo a posto. Per quanto riguarda la Lombardia anche i parlamentari stanno sistemando la posizione. Insomma, io credo che il problema sia quasi del risolto.

Cambiamo argomento. La riforma della Sanità sta causando agitazione in Regione…
Stamattina ci sarà una riunione di maggioranza che noi avevamo chiesto. Volevamo avvenisse prima della presentazione del libro bianco agli stakeholders e così sarà. Il metodo di coinvolgimento è stato recepito da Maroni, da parte sua c’è stata assoluta disponibilità.

Entriamo nel merito.
Nel merito, noi pensiamo che la sanità in Lombardia sia un punto d’eccellenza. Siamo al fianco del governatore nel combattere casi di corruzione e malaffare. Ma non confondiamo episodi gravi ma singoli con la bontà del sistema complessivo. La libertà di scelta del paziente su dove curarsi rimane un punto centrale della riforma. Un punto che è contenuto nel libro bianco. L’altra cosa è la concorrenza pubblico privato. Non siamo per stravolgere ma per migliorare. Non vogliamo importare in Lombardia il modello toscano. Il pagamento singolo della prestazione, così come i criteri dell’accreditamento devono rimanere assolutamente capisaldi anche della nuova impostazione. Poi tutto è migliorabile. Non bisogna mai fermarsi.

 
Sul metodo: Maroni pensava che il libro bianco, avendolo scritto Mantovani, prevedesse già il coinvolgimento di Forza Italia…
L’hanno scritto Mantovani e Cantù. E’ in accordo con noi. Tra Mantovani e Cantù ci sono punti di vista differenti, ma noi difendiamo il modello lombardo, pronti a migliorarlo ma sicuramente non vogliamo il modello toscano. Su questo si apre una discussione. Raccoglieremo le proposte di tutti, ma non si può parlare di libertà di scelta se poi si vanno a stravolgere i capisaldi del sistema. Noi chiederemo la pubblicazione dei bilanci degli ospedali pubblici per avere il massimo della trasparenza.

Parliamo di rimpasto. Si è parlato di inserimento di nuove figure come Alessandro Cattaneo e Licia Ronzulli.
Sono veramente solo voci, perché qui nessuno ha mai chiesto a Maroni che Cattaneo entrasse in giunta. Il motivo? Il primo a non chiederlo è proprio Cattaneo. E’ un dirigente nazionale, ha un percorso importante davanti a sè, è stato travolto dall’onda di questa campagna che ha visto Fi in difficoltà. Ma non ha mai chiesto di fare l’assessore.

Stesso discorso per la Ronzulli?
Per la Ronzulli il partito pensa a una valorizzazione, ma le forme non sono ancora state individuate. Se ci fossero dei cambi da fare, e voglio precisare che è solo una ipotesi di scuola, la strada è quella della valorizzaione dei consiglieri e di chi ha preso le preferenze sul territorio. Non c’è la volontà di aumentare il numero degli esterni. Ma ad oggi non ci sono cambiamenti in vista. Non è previsto tuttavia nessun cambiamento nella squadra di Maroni, ad oggi.