Sale affollate e standing ovation per il candidato. Si aspettava l’entusiasmo di questi giorni?

La sinistra è nervosa, Sala dopo la vittoria risicata alle primarie credeva di non avere avversari. Ora si è risvegliato in un incubo: nonostante 8 mesi di massima visibilità, ha un vantaggio esiguo sul nostro candidato che si è presentato venerdì. Parisi ha unito il centrodestra e ha un programma concreto: la scelta di Berlusconi è stata lungimirante.

Salvini, Gelmini, Lupi, La Russa. Sala ha definito «imbarazzante» la vostra presenza al fianco di Parisi.

Una parte della sinistra purtroppo ci ha abituato agli insulti razzisti nei confronti dell’avversario. Anche Sala si è accodato, Pisapia non l’avrebbe mai fatto. Comunque noi non scadremo mai nell’insulto. Noi parliamo ai milanesi.

Perché un parlamentare ed ex ministro decide di correre per il consiglio comunale?

Il nostro capolista naturale era Silvio Berlusconi, ma è stato ingiustamente estromesso. Sono onorata che Berlusconi abbia scelto me e accolgo la sfida con grande impegno. Sala sbaglia se pensa che sarò una candidata di bandiera: non farò come Renzi che a Milano fa solo passerelle.

L’obiettivo di Fi?

Puntiamo ad essere il primo partito del centrodestra. Usciamo da una stagione difficile, iniziata nel 2011 con la caduta del governo Berlusconi, che avrebbe fatto scomparire chiunque. Invece abbiamo sempre uno zoccolo duro di elettori del 15/16% e a Milano si è fatto un grande lavoro che ci porterà a crescere sempre più.

Il traguardo è il 20%?

Non faccio numeri. Noi abbiamo una classe dirigente di grande livello, con giovani preparati. Penso al capogruppo Pietro Tatarella, a Gianluca Comazzi, Silvia Sardone a Marco Bestetti. Senza dimenticare figure di esperienza come Gallera, Mascaretti e De Pasquale.

Le tre priorità per Milano?

Innanzitutto la sicurezza. Non esiste la microcriminalità, bisogna avere tolleranza zero verso scippi, furti e rapine.

Le tasse?

Vanno abbassate, la sinistra ha aumentato la pressione fiscale di 770 milioni. Ma Parisi avrà anche attenzione al sociale, dagli anziani ai bambini e alle povertà.

Cos’ha Parisi più di Sala?

Parisi è un manager con il cuore. È razionale, attento alla gestione ma alla fine decide anche d’istinto. Spero che Sala accetti un confronto pubblico con lui il prima possibile, i milanesi ne hanno diritto.

Ci sono margini per un accordo con Passera e Mardegan?

Per il primo turno sono molto ristretti. Parisi fa bene a cercare un dialogo con chi sta nella nostra metà campo, ma oggi la cosa più importante è parlare ai milanesi e ascoltare i cittadini.

Accanto a Parisi ci sarà anche una lista civica?

Lui è il candidato di tutto il centrodestra ma è aperto alla società civile. Se la società civile decide di fare una lista in suo appoggio sarà un valore aggiunto. Anche in questo Parisi non ha la doppiezza di Sala». In che senso? «Sala è il candidato di Renzi, si è candidato alle primarie del centrosinistra e da uomo del Pd ora vuole fare una sua lista civica. Dovrà spiegarlo ai suoi elettori». riproduzione riservata

 

Intervista di Massimo Costa – Libero Milano – di Domenica 28 Febbraio 2016

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