È stato pubblicato su La Stampa un articolo dal titolo “Scuole, allarme social. Smartphone e tablet ormai fuori controllo”, in cui si menzionano anche i risultati di un’indagine compiuta dal Laboratorio Adolescenza di Milano.

L’articolo porta al centro dell’attenzione uno dei problemi centrali del nostro tempo: l’uso, o meglio l’abuso, della tecnologia e della rete. Nel breve volgere di poco, questi hanno messo a disposizione di tutti spazi e strumenti dalle potenzialità illimitate; la velocità e l’immaterialità rendono molto difficile predisporre regole per disciplinarne l’utilizzo, con il rischio – purtroppo già in gran parte avveratosi – che il web diventi una jungla. Non possiamo certo dire che si tratti di problemi di facile soluzione, ma certamente il primo passo è ricordarsi che dietro i profili utente stanno persone in carne e ossa, con i loro diritti e i loro doveri. L’agorà digitale non è diversa dal mondo reale: il buon senso, la civiltà, i principi costituzionali, prima ancora che le norme civili, penali e amministrative, devono essere la stella polare anche online. Tutto questo vale, a maggior ragione, a scuola: proprio fra i banchi, purtroppo, si verificano o comunque si generano la maggior parte delle condotte di cyberbullismo, sexting, revenge porn. A questo bisogna aggiungere, poi, che l’uso indiscriminato di telefoni, tablet e altri strumenti digitali durante le ore di lezione non va bene: non si tratta qui di essere antimodernisti, o di negarne le potenzialità di supporto alla didattica (comunque da ridimensionare, visto che solo per una minoranza degli studenti sono davvero indispensabili ai fini dell’apprendimento); resta il fatto, però, della necessità di un messaggio educativo, del senso del limite, di assicurare il ruolo formativo dell’insegnante, la capacità di concentrazione dei ragazzi, il “plusvalore” del rapporto fisico con i compagni, la serietà delle prove svolte in classe. Nessuno è mai morto tenendo 5 ore spento il telefono.

Tutti questi temi sono già oggetto di nostre apposite proposte di legge. In particolare, con la proposta “Nuove norme per l’uso responsabile di internet” (A.C. 1453), depositata a dicembre dello scorso anno, prevediamo una serie di strumenti di prevenzione e repressione degli illeciti, per tutelare la dignità della persona su internet. Lo stesso, questa volta sul piano formativo, abbiamo fatto con l’educazione alla cittadinanza digitale, poi in parte recepita nella legge n. 92 del 2019, pensata proprio per i ragazzi, fin dal titolo: “Carta dei diritti e dei doveri dell’adolescente digitale” (A.C. 1425). Un capitolo a parte va poi dedicato al divieto di uso dei cellulari e dei tablet a scuola: sul tema siamo già intervenuti con una proposta di legge ad hoc nel giugno 2018, e continuiamo ad andare avanti, grazie agli emendamenti che abbiamo presentato alla proposta di legge in materia di bullismo attualmente all’esame delle Camere. La battaglia per i ragazzi, cittadini di domani, e per la scuola anche in questa Legislatura è una delle nostre priorità, e la porteremo avanti come sempre, anche dai banchi dell’opposizione, perché siamo convinti che il futuro non possa essere “di parte”.