Sì all’ambiente, no all’ambientalismo ideologico 

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In un’epoca caratterizzata dalla disintermediazione e dal protagonismo – spesso egoistico – degli individui, la mobilitazione trasversale dei giovani per arrestare i mutamenti climatici e proteggere l’ambiente, rappresenta uno stimolo positivo per la politica e le classi dirigenti. L’ambiente deve tornare al centro dell’agenda politica di tutti i partiti – per quel che ci riguarda lo è – e può rappresentare un grande motore per lo sviluppo, purché non venga declinato in una sterile difesa dello status quo, in una contrarietà aprioristica a quelle opere che sono invece necessarie per assicurare il benessere delle comunità. L’Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Sostenibile, molti dei cui obiettivi sono collegati all’ambiente, deve essere una guida per l’azione di ogni governo. In Parlamento come Forza Italia abbiamo già presentato molte proposte di legge per favorire l’economia circolare, per agevolare la realizzazione degli impianti per la gestione virtuosa del ciclo dei rifiuti, per ridurre la produzione e il commercio di oggetti in plastica. L’ambientalismo che abbiamo conosciuto in passato – quello del no a tutto – era ideologico: oggi speriamo ci siano le condizioni perché questa sfida non sia di parte ma di tutti

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