Era chiaro che l’inchiesta sui siti sessisti, emersa la scorsa estate, rappresentasse soltanto la punta dell’iceberg. L’ultima denuncia arriva dalla giornalista Francesca Barra, a cui va tutta la mia solidarietà, vittima inconsapevole di una piattaforma per adulti su cui circolano immagini a sfondo sessuale create con l’Intelligenza artificiale. Gli accertamenti della Polizia postale spero possano, quanto prima, individuare i responsabili. Di fronte a tutto questo, occorre però un’azione mirata, condivisa, trasversale. Recentemente il Parlamento ha approvato il ddl IA che prevede l’estensione alle piattaforme web della responsabilità civile e penale degli utenti che diffondono contenuti illegali, ma anche l’equiparazione della diffusione illecita di contenuti realizzati con l’IA, come i deepfake, al reato di revenge porn. Rimane, ad ogni modo, da sciogliere il nodo dell’anonimato online: la libertà di espressione è sacrosanta e garantita dalla Costituzione, ma non se sfocia nell’illegalità. Pertanto, bisogna prescrivere l’obbligo ai gestori delle piattaforme di verificare l’identità di ciascuno degli iscritti. È questo uno degli aspetti caratterizzanti del disegno di legge contro la violenza online che ho presentato in Senato come Noi Moderati, su cui bisogna accelerare per rafforzare la normativa sull’IA”.