Mariastella-Gelmini

Mariastella Gelmini, coordinatrice di Fi in Lombardia, avverte Salvini: attento a non tagliare i ponti con gli alleati. “I sondaggi gli sorridono, poi però bisogna vincere le elezioni. Preferiamo la Lega di Maroni e Zaia. Noi lontani dalla Le Pen”.

Di Rodolfo Sala – Da La Repubblica

«Berlusconi politicamente defunto», strilla uno striscione leghista in Piazza del Popolo. Onorevole Gelmini, che cosa ne pensa?
«Più vedo e sento Salvini – risponde la coordinatrice lombarda di Forza Italia – e più mi convinco che l’unico leader del centrodestra è Berlusconi, il solo che si preoccupa di tenere unita la coalizione. Comunque il funerale di Silvio è stato più volte celebrato, senza che lui si sia mai presentato: quello striscione, in questo senso, porta bene».

E l’aggressione subita dai giovani forzisti?
«Brutto episodio. Non credo sia stato ispirato dai vertici della Lega, ma delle due l’una. O Salvini sta bruciando tutti i ponti politici con gli alleati, oppure il suo messaggio arriva in modo distorto ai militanti. In entrambi i casi, c’è qualcosa che non va».

Salvini va, per la sua strada…
«Con i « vaffa» di piazza del Popolo sembra il primo Grillo. Invece Forza italia è una forza europeista, noi non rincorriamo la LePen. Siamo nel Ppe, cerchiamo di spiegare che cosa va fatto per raddrizzare una barca alla deriva».

E cioè?
«Dire quello che non si vuole va bene in un comizio, fermarsi agli slogan non basta. Io voglio capire».

Che cosa?
«Se Salvini si preoccupa solo di aumentare i consensi al suo partito, in questo modo porta l’intero centrodestra alla sconfitta. Perché c’è anche un altro volto della Lega, quella di Maroni e Zaia. Una Lega non alleata con CasaPound, ma che pensa alla realtà delle piccole imprese, delle partite Iva, dei cittadini che non ne possono più delle tasse della sinistra. Oggi il messaggio è troppo confuso».

Da piazza del Popolo ne è arrivato uno preciso.
«Considero positivo che a Roma ci sia stata una manifestazione partecipata contro il governo, ma se la Lega è quella che si è vista ieri, anche al netto degli inevitabili toni che si usano nei comizi, mostra di puntare solo ad avere il monopolio di un’opposizione che per sua scelta sarà destinata a rimanere tale».

I sondaggi le sorridono…
«E’ vero. Ma i sondaggi contano poco, poi bisogna vincere le elezioni. E bisogna vedere vedere fino a che punto Salvini riesce a tenere unita la Lega».

C’è il banco di prova delle regionali…
«Salvini dovrebbe coniugare la legittima ambizione di partito con le ragioni dell’alleanza che governa la Lombardia e il Veneto. Altrimenti a vincere è solo Renzi».

Però ieri la Lega ha dato una prova di forza che voi avete difficoltà a dare…
«Viviamo sicuramente una fase di difficoltà, non lo nascondo. Se la Lega è forte, va bene, purché però non sia divisiva.Perché gli italiani possono anche votare, una volta, gli slogan. Ma poi vogliono la buona politica».