Stop alla penalizzazione per maternità

Avete mai sentito parlare di “penalizzazione per maternità”? Eppure è molto diffusa. Si tratta di un fenomeno conosciuto come “motherhood penalty”, ovvero la differenza di introiti percepiti prima e dopo il parto. In Italia purtroppo lo scotto che le donne devono pagare sul mercato del lavoro dopo una maternità è ancora troppo alto. La nascita di un figlio apre infatti un divario tra il reddito percepito dalla donna e quello che avrebbe ricevuto in assenza della nascita. Un divario che troppo spesso non si riduce negli anni successivi. Una penalità che vale per le mamme, ma non per i papà. Mettere al mondo un figlio è una delle cose più belle, ma spesso diventa anche fonte di preoccupazioni e di penalizzazioni certe per il proprio percorso professionale. In Parlamento ho presentato una proposta di legge che punta a invertire questa tendenza, prevedendo sgravi contributivi e previdenziali per chi assume una donna, ma anche più asili nido e retribuzioni più alte, che colmino il divario con i colleghi di sesso maschile. Perché nel nostro Paese per un vero welfare per l’infanzia c’è ancora molto da fare. E di fronte al taglio del bonus baby sitter voluto per esempio da questo governo, è chiaro che il sostegno alla famiglia resta troppo spesso solo una promessa da campagna elettorale.