Su Rogoredo basta scaricabarile tra amministrazione comunale e ministero dell’Interno

Nonostante tristemente nota da molto tempo, la situazione del boschetto di  Rogoredo, denominato addirittura il boschetto ‘della droga’, non registra alcun miglioramento. Ai blitz delle Forze dell’Ordine seguono brevi periodi in    cui l’area torna a un’apparente normalità, per poi ricadere puntualmente nel degrado a cui il bosco a ridosso  del capoluogo lombardo ci ha ormai abituato.

Tra le cose più inquietanti di Rogoredo,  l’elevata presenza di giovanissimi che si aggirano mestamente tra gli alberi per comprare la droga e, una volta consumata la dose, svicolano fuori come spettri. Una fotografia ben scolpita nell’immaginario collettivo e ben documentata dai media che, ciclicamente, si occupano della questione, senza che cambi nulla, in questo scenario tragico. Alle porte di Milano c’è un’emergenza sociale che coinvolge anche dei minori, un pericolo per gli adolescenti dinanzi al quale non si  può voltare lo sguardo dall’altra parte.

Davanti a tutto questo, chiedo cosa voglia fare il governo perché siamo stanchi del scaricabarile tra l’amministrazione comunale e il ministero dell’Interno.

Non è ammissibile che nel boschetto di Rogoredo persista una surreale consuetudine all’illegalità, mai interrotta né minimamente scalfita. In quel bosco della vergogna continuana a entrare centinaia di ragazzi e ragazze e a uscirne sono solamente fantasmi.

Non si può governare puntando solamente sui cavalli di battaglia  da campagna elettorale, non è pensabile tralasciare l’ordinaria amministrazione, specialmente se riguarda la tutela di minori. I proclami non bastano più, servono azioni concrete. In gioco c’è il futuro dei nostri ragazzi.