La dissolvenza di un partito

di Angelo PanebiancoCorriere della Sera del 25.05.2012

Una delle poche certezze che si hanno sul futuro è che l’area politica denominata «centrodestra», per un ventennio tenuta insieme dalla leadership di Silvio Berlusconi, dopo le prossime elezioni, sarà assai diversa da come è oggi. L’agonia era già cominciata da tempo.

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L'antipolitica e i suoi antidoti

di Angelo PanebiancoCorriere della Sera del 24.04.2012

Di quali istituzioni (e di quali partiti politici) avrebbe bisogno l’Italia per avviare una nuova stagione di crescita economica? Ha senso pensare istituzioni e partiti in questa chiave?

Cominciamo col dire che sarebbe strano se non convenissimo tutti che rilanciare la crescita economica sia la nostra priorità nazionale, lo scopo primario a cui tutti gli sforzi dovrebbero tendere. Riavviare la crescita non serve solo a ridare prosperità al Paese, serve anche a mettere in sicurezza la democrazia. La decrescita provoca impoverimento e, superata una certa soglia, l’impoverimento fa correre rischi mortali alla democrazia. Nei prossimi anni, la competizione fra le forze politiche potrà riguardare, per l’essenziale, solo le differenti ricette per rilanciare la crescita, per invertire la tendenza, per porre termine a quella emergenza nazionale che è il declino economico. E ciò richiederà la capacità di ridurre drasticamente il debito, di abbattere (giunti a questi livelli di prelievo, non si tratta più semplicemente di «abbassare», ma di abbattere) le tasse, di aggredire, possibilmente col lanciafiamme, una burocrazia inefficiente e opprimente.

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