Noi con lo sguardo altrove

di Franco VenturiniCorriere della Sera dell’11.05.2012

Le bombe di Damasco, come tante altre, hanno un padre incerto. Il regime di Assad le usa per ripetere che i suoi avversari sono «terroristi», e dunque non meritano il sostegno della comunità internazionale. Il fronte degli oppositori punta l’indice contro gli onnipotenti servizi segreti del presidente, evoca una provocazione ordita dal potere in perfetto stile «strategia della tensione» e si prepara a nuove più dure battaglie. E poi c’è l’ipotesi del protagonista-ombra: di Al Qaeda, del terrorismo islamista che in Siria cavalca la guerra civile per aprire nuovi spazi alle sue infiltrazioni destabilizzanti.

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