Per Melissa

di Mimmo MazzaGazzetta del Mezzogiorno del 20.05.2012

Forse domani i funerali. Il sostegno per l’altra ragazza. «Veronica, forza non mollare!»

Era salita sul bus dei sogni come ogni mattina, su quel pullman che la portava a scuola assieme alle sue amiche, per prendere quel diploma che poteva, doveva, servirle per diventare maestra d’asilo, o assistente sociale, e per costruire un futuro assieme al suo Mario, al fidanzatino più grande di lei, già maggiorenne, con il quale dalla metà di aprile aveva ufficializzato un rapporto nato qualche settimana prima. «Sarebbe da stupidi, non credi? Passare una vita intera a desiderare qualcosa senza mai agire!» ripeteva Melissa Bassi, uccisa da una bomba mentre stava entrando nell’istituto professionale «Falcone Morvillo». Perché malgrado la giovane età, Melissa sapeva quello che voleva, aveva pianificato la sua vita, si muoveva con determinazione nel microcosmo fatto di amiche, amici, parenti e Facebook, il social network al quale si era iscritta il 9 febbraio del 2010, utilizzandolo soprattutto per tenere viva la rete di amicizie e pubblicare le sue tante, belle, foto, le ultime delle quali la ritraggono felice con il suo Mario.

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«O si cambia o si è tagliati fuori»

di Marco MorinoIl Sole 24 Ore dell’o8.03.2012

Dal caso British gas, con la compagnia inglese che dopo 11 anni di autorizzazioni negate getta la spugna e rinuncia al progetto per il rigassificatore di Brindisi, è importante ricavare una lezione: oggi la competizione non è solo tra aziende, ma tra Paesi e tra territori all’interno dei vari Paesi, che sono in continua lotta per calamitare gli investimenti industriali stranieri e i grandi capitali internazionali. Purtroppo, sotto questo profilo, l’Italia ha ancora molto da imparare: soprattutto è chiamata a compiere un grande salto culturale, che deve partire dagli amministratori pubblici, perché sono loro a influenzare in modo decisivo le scelte localizzative delle multinazionali.

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