Selezione dei docenti, i cavilli che ci ostacolano

Di Mariastella Gelmini – Tratto da Il Corriere della sera del 1° giugno 2013

“Caro direttore,
scrive Gian Antonio Stella (Corriere del 30 maggio) a proposito del test di idoneità per i docenti, che «la formazione delle commissioni nazionali, le domande di abilitazione, la raccolta dei lavori presentati, la valutazione e i risultati, avrebbero dovuto essere completati nelle mie illusioni entro il 2011». (altro…)

Buone intenzioni e acqua fresca

di Alberto Alesina e Francesco GiavazziCorriere della Sera del 02.05.2012

La spending review , e cioè l’analisi e revisione della spesa pubblica, ha partorito un timido topolino, un risultato quasi imbarazzante per il governo.

La spesa (escludendo interessi sul debito, pensioni e sussidi ai meno abbienti) ammontava lo scorso anno al 23,5 per cento del reddito nazionale (Pil). Con sussidi e pensioni la spesa sale al 45,6 per cento; con gli interessi raggiunge la metà dell’intero reddito nazionale. Meno che in Francia e Danimarca, ma solo un punto e mezzo meno che in Svezia, dove i servizi offerti dallo Stato alle famiglie sono di qualità un po’ diversa dalla nostra.

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Gelmini, PdL: oltre l'art. 18

Roma, 25 mar. – La polemica politica sull’ art 18 ha polarizzato media e opinione pubblica quasi che la questione del lavoro nelle nostre società, dinamiche e complesse (anche nonostante noi), stesse dentro tutto questo recinto in cui la memoria sindacale ha buon gioco e fa il pieno di tutte Leggi tutto…

Presidenzialismo parlamentare

di Giovanni SartoriCorriere della Sera del 26.02.2012

L’imprevisto governo dei tecnici ha riaperto tutti i giochi, ivi incluso quello (necessarissimo) della riforma elettorale. Difatti i maggiori partiti (Lega esclusa) si stanno già incontrando per accordarsi su una nuova legge per votare. Ma dai primi incontri sono emerse soltanto, per ora, stramberie che anch’io stento a capire. Aspettando idee migliori, è tempo di realizzare che noi abbiamo già sviluppato e stiamo già praticando un costituzionalismo anomalo che dirò «presidenzialismo parlamentare». Che non ha bisogno di essere spiegato ai lettori del Corriere perché questa formula trova nel mio collega Angelo Panebianco un inventore di straordinaria perseveranza e bravura. Il che mi consente di entrare subito in argomento.

Ripartendo dall’inizio, noi abbiamo una costituzione parlamentare «pura» il cui difetto di nascita è di essere nata nel 1948 e quindi con la paura del «troppo potere» (uscivamo da una dittatura e già si intravedeva, nel Pci, un temibile partito comunista). Questo difetto di nascita non ha creato problemi finché è durata l’egemonia democristiana; ma con la sua fine è presto diventato evidente che il nostro era un potere di governo troppo debole. Difatti il grosso dei nostri costituzionalisti da gran tempo suggerisce due rinforzi: l’adozione del voto di sfiducia costruttivo vigente in Germania (un governo non può essere rovesciato se non è già concordato il nuovo premier) e, secondo, l’attribuzione al premier del potere di cambiare sua sponte i ministri del suo governo. (altro…)