La crescita è questione di merito

Di Piero Formica – Da Il Sole 24 Ore


Dalla politica all’imprenditorialità, sale la richiesta di meritocrazia il cui deficit consuma le aspirazioni d’innovazione della generazione del Millennio e la mette all’angolo, condannandoli al precariato e alla disoccupazione.
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La rinascita del Brasile tra crescita e modernità

di Irene TinagliLa Stampa del 02.04.2012

Boom di investimenti esteri, salari triplicati e sviluppo delle nuove tecnologie

Tutti pazzi per il Brasile: ormai non c’è dibattito, reportage o conferenza che non tocchi il tema della sua miracolosa crescita, ma, soprattutto, delle sue straordinarie politiche redistributive che hanno triplicato il reddito minimo, delle favelas sottratte alla criminalità, dei bambini restituiti alle scuole.

Questa è l’immagine che ha conquistato l’entusiasmo di mezzo mondo, soprattutto di tanti intellettuali di sinistra che vi vedono un modello di sviluppo alternativo al rigore e al capitalismo occidentale, un modello che attenua le diseguaglianze anziché acuirle. Ed è un’immagine che rende orgogliosi i politici brasiliani, che la mostrano volentieri.

Se qualche anno fa i politici erano furibondi con giornalisti e i turisti che si inerpicavano tra le favelas per fotografare o intervistare i capi del narcotraffico, oggi il «turismo di favela» è fiorentissimo e incoraggiato. Decine di motociclette ronzano alle pendici delle favelas offrendo gite ai turisti, su internet le agenzie propongono tour organizzati, e gli stessi poliziotti delle Unidades de Policía Pacificadora, le squadre inviate a «liberare» le favelas dalla criminalità, sollecitano i residenti a mostrare ai turisti le zone più significative. È normale, e anche giusto: restituire orgoglio al paese e ai suoi cittadini più umili non è cosa da poco.

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