La Ue tecnocratica soffoca la Grecia

di Adriana CerretelliIl Sole 24 Ore dell’11.05.2012

Finora l’Europa ha affrontato la tragedia greca con leggerezza, indifferenza, supponenza, distacco, secondo i momenti. Sempre sotto il pungolo dei mercati. Non di propria iniziativa. Mai con politica e visione chiare. Meno che mai con autentico spirito di famiglia.

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Segnali contrastanti

di Sergio RomanoCorriere della Sera del 07.05.2012

Chi crede nell’unità dell’Europa ha spesso constatato con un certo rammarico che nelle campagne elettorali dei suoi membri si parlava di tutto fuor che del futuro dell’Ue. Quello stesso europeista potrebbe constatare oggi, forse con altrettanto rammarico, che negli ultimi giorni, soprattutto in Francia e in Grecia, dell’Europa si è parlato sin troppo. Lo hanno fatto beninteso soprattutto coloro che all’Ue e alla globalizzazione (per molti sono due volti della stessa cosa) attribuiscono tutti i mali del momento: l’oppressione fiscale, la perdita del posto di lavoro, il precariato, l’attesa della pensione prolungata nel tempo. Insieme alla crisi olandese e al malumore spagnolo le elezioni francesi e greche dimostrano che nell’Unione europea esiste ormai un partito d’opposizione formato da un largo ventaglio di movimenti troppo diversi per marciare insieme, ma abbastanza numerosi per rendere la vita difficile a chi nei prossimi anni avrà il compito di governare il suo Paese.

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