Meglio pirla che infame

di Alessandro SallustiIl Giornale del 10.04.2012

Sarà anche stato un pirla, come dicono a Milano., ma intanto Bossi junior si è dimesso da consigliere regionale. Il Trota dà così una bella lezione ai tanti squali che, nonostante siano stati beccati in azioni ben più compromettenti, continuano a navigare nelle acque della politica come se niente fosse. Ad esempio, il suo ex collega Filippo Penati, consigliere del PD che mantiene posto e stipendio (13mila euro al mese) che la cresta la faceva non sulla benzina di casa ma sugli appalti pubblici. Come Bersani che si trova nelle stesse condizioni di Bossi, cioè circondato a sua insaputa da infedeli che nel caso non erano dei pirla ma dei ladri. Tra rimborsi spese del Trota e i viaggi in aereo gratis di D’Alema, politicamente ed eticamente non c’è alcuna differenza. Il paradosso è che ci ritroviamo con il bimbo linciato e il leader massimo, di nome e di fatto, del PD a pontificare sulla moralità della classe leghista.

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