La questione femminile

di Alberto Alesina e Francesco GiavazziCorriere della Sera del 15.01.2013

L’Italia non sta utilizzando al meglio una parte importante del suo capitale umano, le donne. È una perdita colossale per la nostra economia. Quando studiano, le ragazze italiane sono più brave dei ragazzi, in tutte le materie. I dati del programma Pisa ( Programme for international student Assessment , l’indagine promossa dall’Ocse – l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico – allo scopo di misurare le competenze degli studenti in matematica, scienze, lettura e abilità nel risolvere problemi) mostrano che a 15 anni le ragazze italiane raggiungono punteggi di gran lunga superiori ai maschi in «abilità di lettura» (510 contro 464, una differenza enorme) ma anche in «abilità scientifica» (490 contro 488). Solo in matematica le ragazze fanno un po’ meno bene dei maschi. Non è da escludere che questo sia un effetto indotto da una cultura che assegna a ragazzi e ragazze ruoli diversi: «La matematica è una cosa da uomini». Lo si vede nella scelta dell’università: il 76% delle matricole delle facoltà umanistiche sono donne; nelle scientifiche solo il 37%. Questa scelta probabilmente riflette anch’essa stereotipi culturali. Perché laurearsi in fisica nucleare per poi fare la casalinga? Meglio studiare poesia. Quando però le donne si iscrivono a una facoltà scientifica, spesso sono più brave: alla Federico II di Napoli, ad esempio, il 37% delle ragazze si laurea con 110 e lode, contro il 24% dei maschi. (altro…)

Ce la facciamo anche da soli

di Francesco GiavazziCorriere della Sera del 04.08.2012

Dobbiamo farcela da soli. Non chiedere l’aiuto del Fondo europeo per la stabilità finanziaria (Efsf e poi Esm), non sottoporci alla vigilanza dell’Eurogruppo e rinunciare allo scudo che ci offre la Bce. Ce la possiamo fare da soli perché la nostra situazione è diversa da quella spagnola: non abbiamo avuto una bolla immobiliare e le nostre banche non sono zeppe di mutui andati a male; il debito pubblico è elevato (123% del Pil), ma i conti dello Stato al netto degli interessi sono attivi (+3,6% nel 2012), e soprattutto non abbiamo accumulato un ingente debito estero spendendo per oltre un decennio il 10% più di quanto veniva prodotto. La Spagna non ha alternative, noi sì.

(altro…)

Scomode verità, residue illusioni

di Alberto Alesina e Francesco GiavazziCorriere della Sera dell’08.07.2012

Alla fine degli anni Novanta, dopo lo sforzo fatto per entrare nell’unione monetaria, la spesa delle nostre amministrazioni pubbliche (senza contare gli interessi sul debito) era scesa sotto il 40 per cento del reddito nazionale: 39,8%. Negli anni successivi, fra il 2001 e il 2006 (secondo governo Berlusconi), risalì al 44%, due punti sopra il livello degli anni Ottanta, durante i governi di coalizione fra democristiani e socialisti, quando il nostro debito pubblico cominciò a crescere rapidamente. Lo scorso anno aveva superato il 45%.

(altro…)

La direzione è sbagliata

di Alberto Alesina e Francesco GiavazziCorriere della Sera del 06.06.2012

Sono giorni cruciali per l’euro e per l’Europa. Mario Monti è al centro delle discussioni in cui sono impegnati i leader europei e questo ruolo contribuisce a ridare prestigio al nostro Paese. Ma la riguadagnata reputazione internazionale non sopravvivrebbe alla percezione che lo sforzo riformatore del suo governo rischi il fallimento. Già molti osservatori sono rimasti perplessi per i passi indietro compiuti sulle liberalizzazioni e sulla riforma del mercato del lavoro. Ora si chiedono in che direzione si muoverà il governo Monti. A noi pare si vada in quella sbagliata.

(altro…)

Ressa di tecnici

di Michele Arnese e Marco Valerio Lo PreteIl Foglio del 04.05.2012

Così maggioranza e ministri scrutano nomina e azione di Giavazzi sugli aiuti alle imprese

Poté più una consulenza che una lunga serie di editoriali sulla prima pagina del Corriere della Sera. Secondo la ricostruzione del Foglio, infatti, in queste ore il nome di Francesco Giavazzi starebbe animando una certa dialettica nel governo, dopo la nomina di lunedì con la quale Mario Monti ha chiamato l’editorialista del Corriere a sovrintendere al taglio dei sussidi statali alle imprese. Ieri il prof. della Bocconi di Milano e del Mit di Boston, in un editoriale apparso sul quotidiano di Via Solferino e firmato insieme con Alberto Alesina, ha precisato la sua missione in un “p.s.”: “A uno di noi (Giavazzi) il presidente del Consiglio ha chiesto di scrivere un rapporto su un aspetto emblematico della spesa: i trasferimenti dello stato alle imprese”. Quel che non ha detto è che il suo arrivo, per quanto da tecnico a sostegno di tecnici, ha creato non poco scompiglio. Un po’ perché il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Piero Giarda, già nei primi giorni dell’esecutivo Monti aveva iniziato a studiare il dossier, sia perché gli uomini di Corrado Passera hanno già pronta una riforma del sistema dei finanziamenti.

(altro…)