Un patto sul futuro che non c'è

di Luigi GuisoIl Sole 24 Ore del 16.05.2012

Gli esempi aiutano a focalizzare realtà complesse e problemi profondi. Eccone due che mettono a nudo il problema che attanaglia l’Italia: la difficoltà di intravedere un futuro. Su un quotidiano, una lettrice riferisce che un cittadino peruviano che presta servizio da lei e che vive in Italia da oltre 15 anni avrebbe deciso di mandare i suoi figli a studiare in Perù.

All’obiezione della donna che potrebbe mandarli a studiare in Italia la risposta è stata che questo è un Paese senza futuro. Alla stessa conclusione è pervenuto anche un affermato professore di Economia che insegna all’Università di Stanford, Luigi Pistaferri, uno tra i migliori talenti italiani all’estero, al quale l’Eief (l’istituto di ricerca dove lavoro) ha offerto una cattedra con un trattamento comparabile a quello che offre Stanford e un buon ambiente di lavoro.

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Come salvare i leader del futuro

di Alessandro De Nicolala Repubblica del 27.04.2012

La parola élite viene dal verbo latino eligere, che sta per scegliere, eleggere. Le élite sono gli Eletti, coloro i quali guidano le masse. Ebbene chi sono nel XXI secolo i leader dell´economia di un Paese? Certamente gli imprenditori di talento, quelli descritti da Schumpeter i quali, innovando soprattutto dal punto di vista tecnologico, distruggono il vecchio ordine oppure quelli tratteggiati da Kirzner, persone che fiutano bisogni che qualcuno non soddisfa e sono lesti a cogliere l´occasione. Tuttavia, se si eccettuano i talentuosi, le élite sono una classe dirigente allargata di manager, ricercatori, professionisti, prodotto di un sistema che prima di tutto è educativo e familiare. Prospera chi riesce ad attirare the best and brightest nella propria orbita (esercizio nel quale gli Usa sono ancora largamente primeggianti). Rimane indietro chi non è un polo di attrazione e addirittura non riesce a trattenere la sua meglio gioventù.

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