Il Manifesto del Pdl sul lavoro

Il PDL considera il lavoro non solo fonte di reddito ma ancor più attività con la quale ciascuno può esprimere le proprie potenzialità, migliorando la propria personalità e così anche le comunità di appartenenza, dalla famiglia all’impresa, dal territorio alla nazione; il senso del lavoro presuppone quindi il senso della vita nella relazione con gli altri; il lavoro e’, con gli affetti ed il riposo, componente essenziale della vita buona di ciascuna persona, di tutte le persone; la vita buona si realizza quindi nella società attiva.

Per questo il PDL associa al lavoro i concetti di responsabilità e di sicurezza secondo un necessario equilibrio di diritti e di doveri; per questo esso sostiene il coinvolgimento dei lavoratori nella vita dell’impresa in quanto comunità di interessi e di valori ove tutti si riconoscono ed accettano condividendo non solo le fatiche ma anche i risultati attraverso il salario premiale, la solidarietà nelle difficoltà transitorie, provvidenze integrative per sé ed i componenti del nucleo familiare; per questo, quando il rapporto fiduciario o l’equilibrio economico si interrompono, ritiene necessaria, a determinate condizioni e tutele, con la sola eccezione delle ragioni discriminatorie, la possibilità della risoluzione del rapporto di lavoro affinché l’impresa continui, attraverso la coesione e l’efficienza, a crescere ed assumere; per questo il PDL promuove la dimensione comunitaria e solidale dei territori attraverso la collaborazione delle istituzioni con le organizzazioni dei lavoratori e degli imprenditori in funzione della occupabilità e dell’inclusione di tutte le persone.

(altro…)

Gelmini, PdL: oltre l'art. 18

Roma, 25 mar. – La polemica politica sull’ art 18 ha polarizzato media e opinione pubblica quasi che la questione del lavoro nelle nostre società, dinamiche e complesse (anche nonostante noi), stesse dentro tutto questo recinto in cui la memoria sindacale ha buon gioco e fa il pieno di tutte Leggi tutto…

Cari Daniel e Mauro Tommy (Lettera sulle partite IVA)

Mariastella, ci avete lasciati soli… ci stanno massacrando, almeno l’altra volta il Cavaliere era una speranza… ma questa volta siamo veramente soli, siete poco credibili, le alleanze saltano, oggi con te domani con lui, comunque il lavoro manca per tanti e non resta che la rassegnazione… [Daniel Casella]

Continuate a dire che le imprese artigiane e commercianti e agricoltura sono il motore della nostra economia, ma nessuno in concreto le ascolta con la giusta considerazione e se ne fa portavoce, se non come tema di protesta. Credo sia ora che per la tradizione del nostro partito e la famosa meritocrazia che vogliamo applicare, dobbiamo alzare la VOCE. [Mauro Tommy]

Cari Daniel e Mauro Tommy,

grazie per avermi scritto. Una delle ragioni della discesa in campo di Silvo Berlusconi e di Forza Italia prima, e ora PdL, é stata ed é la volontà di dar voce al popolo delle pmi poi delle partite IVA, tanta gente abituata a lavorare sodo fra mille difficoltà, spesso vessata dalla burocrazia, dal fisco, oggi anche dalle banche. Gente che non conosce la visibilità e la retorica con cui ancora oggi viene raccontato il mondo del lavoro, quasi fosse un quarto Stato ottocentesco povero e impoverito.Il mondo è cambiato, l’Europa è in difficoltà e la globalizzazione promuove nuovi player: Brasile, India,Cina. E noi siamo all’articolo 18. Basta con questi mandarini della legislazione del lavoro!

(altro…)