Big Labor in Little Italy

di Anne JolisThe Wall Street Journal del 28.03.2012

A Milanese business explains how Mario Monti’s reforms could help them—and why more change is needed.

Mario Monti’s proposed reforms to Italy’s 1970 Workers’ Charter would supposedly deliver a labor market so liberalized that it would be “not European, but American,” according to Democratic Party leader Pier Luigi Bersani. In the words of the Italian General Confederation of Labor, Prime Minister Monti would be handing “unilateral power to businesses.”

Even applying the standard political-rhetoric discount, these are overstatements. But to employers such as Cesare and Donata Novellone, it would at least be a start.

“I hope and I think he will win, but only after some difficulty,” says Mr. Novellone, who with his sister runs Amisco, the electrical coil and valve business that their father started in 1936. “As it is today, we cannot continue like this.”

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La zona franca degli statali

di Claudio GentiliIl Sole 24 Ore del 23.03.2012

Non si applica. Si applica. Si può applicare, ma serve un’estensione normativa ad hoc. Non si applica, ma occorre una deroga per legge. Puntuale e controverso, affogato nei codicilli e nel vai e vieni delle competenze ministeriali, il dualismo pubblico/privato si riaffaccia in coda alle modifiche progettate dal Governo per l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, in particolare per ciò che riguarda i licenziamenti individuali per motivi economici.

Logica vorrebbe che per la pubblica amministrazione (gli impiegati sono 3,5 milioni, di cui 3,1 stabilmente assunti in ruolo, circa il 15% dell’occupazione totale e il 23% dei lavoratori subordinati) valgano le stesse regole ipotizzate per i lavoratori delle imprese private. Tanto più in un momento di grave crisi e di necessari cambiamenti profondi: per cui alla logica si aggiungono elementari criteri di equità sociale. Semplice? Per nulla.

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