Rettori a vita, la rivolta di 150 docenti

di Antonio CastaldoCorriere della Sera dell’11.06.2012

«L’Italia è lo Stato del diritto e del rovescio», scherza Francesca Petrocchi, docente all’Università della Tuscia. Il suo è il primo di 150 nomi in calce a una lista che giovedì 14 giugno sarà presentata in un convegno nella Sala delle Conferenze Stampa della Camera dei Deputati. La petizione online raccoglie professori di 20 atenei ed è la denuncia del fenomeno dei rettori al potere da tre o più lustri. L’ex ministro Gelmini aveva provato a sradicarli dalle rispettive poltrone. Ma gli uffici del ministero hanno spiegato che dovranno restare in carica. La stessa riforma prevedeva una prima proroga di un anno. Adesso raddoppiata da una nota esplicativa del Miur, che estende il mandato di un altro anno. Risultato: i rettori che avrebbero dovuto sloggiare nel 2011, sono stati prorogati prima fino alla fine del 2012, e poi al 31 ottobre 2013. (altro…)

Vogliono aggirare la riforma, certi trucchi sono da evitare

di Flavia AmabileLa Stampa del 18.04.2012

L’ex ministro dell’istruzione: “Ostacolano il ricambio generazionale”

Era uno dei cavalli di battaglia della riforma dell’università firmata da Mariastella Gelmini, la fine dei mandati eterni dei rettori. Le regole erano chiare: i Magnifici possono rimanere in carica un solo mandato, per un massimo di sei anni poi dovranno farsi da parte senza più norme introdotte negli Statuti che li portavano a rimanere in sella per interi decenni trasofmrandosi in una sorta di dinosauri inamovibili. Su questo l’ex ministro non ha mai ammesso discussioni. E anche ora che le stanno ammorbidendo questo importante pezzo di riforma a colpi di proroghe lei, Mariastella Gelmini, che quelle norme le ha pensate, appare delusa, forse, ma non sorpresa.

Che cosa pensa della doppia proroga a favore dei rettori che allunga di un anno il mandato di alcuni di loro?
«Penso che la riforma vada interpretata in modo rigoroso. Non è il tempo degli escamotages per allungare il brodo. Se si vuole che questa riforma possa far raggiungere gli obiettivi per cui è stata voluta e approvata bisogna mantenere entro i sei anni la durata dei mandati dei rettori ed evitare prima dell’entrata in vigore il ricorso a trucchi di qualsiasi tipo».

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