Gelmini, PdL: rigore non basta, serve puntare su imprese

Roma, 29 set. – Il rigore e le cure da cavallo non sono l’unica risposta, da questa lunga crisi che attraversiamo usciamo solo con l’impresa. Solo l’impresa ed una vocazione imprenditoriale diffusa possono infatti accendere il motore della nostra ripresa. Servono meno spesa, meno tasse, meno lacci e burocratismi e più liquidità.

Dalle Pmi del Nord Est i primi segnali di ripresa

di Daniele MariniLa Stampa del 10.04.2012

Il termometro dell’economia reale segna ancora una febbre alta. La situazione è pesante, soprattutto se si fa riferimento a quanti operano sul mercato nazionale, e in Italia si tratta di una fetta importante di produttori. Lo stillicidio drammatico di piccoli imprenditori che si sono tolti la vita (o hanno minacciato di farlo) stretti da una crisi che sembra insuperabile in queste settimane dimostra, qualora ce ne fosse bisogno, delle pesanti difficoltà in cui nuota il sistema produttivo, soprattutto quello delle micro imprese.

Dialogando con manager e imprenditori, il sentire diffuso può essere riassunto con le seguenti affermazioni: «In questo momento, la situazione è ancora molto dura. Verso giugno si riuscirà a capire meglio le prospettive. Se resistiamo ancora nei prossimi mesi, allora possiamo tornare a respirare, a vivere con minore angoscia».
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