Scomode verità, residue illusioni

di Alberto Alesina e Francesco GiavazziCorriere della Sera dell’08.07.2012

Alla fine degli anni Novanta, dopo lo sforzo fatto per entrare nell’unione monetaria, la spesa delle nostre amministrazioni pubbliche (senza contare gli interessi sul debito) era scesa sotto il 40 per cento del reddito nazionale: 39,8%. Negli anni successivi, fra il 2001 e il 2006 (secondo governo Berlusconi), risalì al 44%, due punti sopra il livello degli anni Ottanta, durante i governi di coalizione fra democristiani e socialisti, quando il nostro debito pubblico cominciò a crescere rapidamente. Lo scorso anno aveva superato il 45%.

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