Tagliare la spesa e ridurre le tasse

di Luigi GuisoIl Sole 24 Ore del 25.04.2012

Nel volgere di poche settimane il Governo Monti ha dapprima inserito la restituzione ai contribuenti del gettito recuperato all’evasione, lo ha poi ritirato dalla legge delega per il riassetto fiscale per reintrodurlo successivamente e poi ancora depennarlo dal testo definitivo approvato dal Senato il 17 aprile scorso. Perché questo comportamento schizofrenico su una materia così importante? Ovviamente l’entrata e uscita di scena di provvedimenti nelle leggi finanziarie non è una novità, tutt’altro. Ci aveva già abituato il Governo precedente l’estate dello scorso anno quando, come si ricorderà, i provvedimenti sulle liberalizzazioni entrarono e uscirono ripetutamente dalla finanziaria che si stava approntando.

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“La spesa pubblica è in calo ma non taglieremo le tasse”

Intervista di Carlo Bertini al Ministro Piero GiardaLa Stampa del 10.04.2012

Dalla spending review non c’è da attendersi nessun tesoretto da destinare a una riduzione delle tasse, ma una razionalizzazione degli apparati dello Stato per non far crescere la spesa, raggiungere l’obiettivo del pareggio di bilancio nel 2013 e mantenerlo negli anni a venire».

A tre settimane dalla consegna a Mario Monti della prima relazione sullo stato dell’arte, dal suo studio che affaccia su Palazzo Chigi, il professor Piero Giarda ridimensiona le attese di quanti invocano sforbiciate di spesa capaci di produrre subito una manciata di miliardi.

Ministro Giarda, dopo le manovre fiscali, il paese si aspetta che venga tagliata la spesa per recuperare risorse mirate a diminuire le tasse. È una pia illusione?

«E’ vero, quasi ogni giorno escono sollecitazioni affinché il governo, dopo avere aumentato le tasse, riduca la spesa pubblica per garantire gli obiettivi sul pareggio di bilancio e per consentire, allo stesso tempo, di ridurre le tasse. Ma finora il governo non ha annunciato progetti di riduzione della spesa».

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