Una silenziosa metamorfosi

di Dario Di VicoCorriere della Sera del 01.06.2012

La relazione del debutto di Ignazio Visco nella nuova veste di Governatore della Banca d’Italia si è segnalata innanzitutto per la netta cesura rispetto al metodo adottato negli anni passati. Eravamo abituati ad uno schema nel quale le Considerazioni finali rappresentavano il punto di incontro tra l’elaborazione delle élite e le esigenze del Paese reale. Un magistero che si incaricava di spiegare le vere condizioni di salute dell’economia, metteva a nudo ritardi ed omissioni della politica e, infine, elencava le principali terapie da adottare per tentare di rilanciare l’Azienda Italia. Visco invece ha scelto da subito la discontinuità, ha voluto porre termine a una sorta di supplenza intellettuale che Palazzo Koch aveva esercitato negli anni passati e ha preferito che anche le Considerazioni, in qualche maniera, si normalizzassero. Che perdessero del tutto il tono della predica. Ha fatto bene.

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