L’operazione della Polizia di Stato che ha portato all’arresto di diverse persone, a Milano e in altre città italiane, merita il plauso  convinto di ogni cittadino amante della libertà e della sicurezza. Sulle persone fermate, invece, occorre da parte di tutte le forze politiche una riflessione non superficiale, lontana da ogni strumentalizzazione politica.
Secondo le prime notizie, ci sono quattro italiani coinvolti i quali avrebbero seguito, dopo la conversione all’Islam, un percorso di radicalizzazione che ha portato una giovane donna italiana a partire per la Siria e arruolarsi nell’Isis.
Questa circostanza non è nuova ma deve portarci a separare le questioni, entrambe di assoluta gravità, dell’immigrazione incontrollata di questi mesi dalla questione terrorismo.
Il flusso inarrestabile dell’immigrazione comporta costi enormi sul piano sociale ed economico e rischi, come si è visto, non indifferenti sul piano sanitario. L’Italia non ha cavato un ragno da buco in Europa ma deve fare da sé, in assenza della solidarietà europea, per arginare un’immigrazione che sta stravolgendo il panorama delle nostre città.
Immigrazione e terrorismo hanno causa diverse e a cause diverse bisogna rispondere con strumenti diversi. Confonderli, rischia di non farci combattere con la dovuta efficacia il terrorismo e di impedire una seria e puntuale politica di contenimento dell’immigrazione.
Il web è il luogo di formazione e di reclutamento del terrorista fai-da-te. La minaccia più temibile viene dal terrorista informatico, mimetizzato e irriconoscibile una volta immerso nella vita di tutti i giorni.
Contro questo fenomeno occorre un lavoro senza sosta di intelligence. Forza Italia ritiene prioritario un potenziamento di uomini e di mezzi per rendere ancora più capillare e continuo questo lavoro decisivo per la nostra sicurezza. Il governo deve trovare nuove risorse, a cominciare dalla restituzione di quelle a suo tempo tagliate.