Un patto scuola-famiglia per sconfiggere il bullismo

Sono sempre più preoccupanti i casi di ragazzi che vengono offesi, oltraggiati, umiliati, vessati. In una parola, bullizzati, per lo più a scuola. Molte delle loro storie purtroppo non hanno un lieto fine e talvolta le conseguenze del bullismo sono tragiche. Oggi, dalle pagine di Libero, leggiamo lo sfogo e il dolore di Maria, la mamma del giovane Michele Ruffino che nel febbraio del 2018 si è tolto la vita, non reggendo più i soprusi che era costretto a subire. Michele era un diciassettenne con disabilità, a lungo vessato tra i banchi di scuola, nonostante gli appelli dei genitori che a più riprese si erano rivolti al preside e agli insegnanti. Purtroppo non è valso a nulla: gli abusi sul ragazzo sono durati fino al momento in cui Michele si è tolto la vita. Questa storia tragica evidenzia il ruolo fondamentale che rivestono la scuola e la famiglia nel contrasto al bullismo.
Proprio per questo motivo, tra i punti cardine della proposta di legge a mia prima firma per l’insegnamento dell’educazione alla ‘cittadinanza attiva’ tra i programmi scolastici, vi è il patto di corresponsabilità educativa che prevede un coinvolgimento diretto e immediato delle famiglie nei percorsi formativi. Una volta approvato e condiviso dai rappresentanti dei genitori, il ‘patto’ costituirà un contenitore di principi, diritti e doveri su cui lavorare con gli alunni e indicherà le modalità di partecipazione delle famiglie alla vita scolastica. Non solo: nella proposta di legge che specificatamente ho dedicato al contrasto al bullismo e al cyberbullismo, ci sono ulteriori misure per sconfiggere questa piaga e, qualora non fossero sufficienti le misure di prevenzione, ho pensato anche all’aspetto sanzionatorio, prevedendo una modifica per rendere più efficace la misura dell’ammonimento, accentuandone la valenza rieducativa, affinché i giovani abbiano la piena percezione della gravità di comportamenti di questo tipo.