Di Barbara Bisazza e Eleonora Della Ratta- Da Il Sole 24 Ore

Anticipata di un mese la data: i posti a formazione primaria saranno circa 5mila.

Appuntamento il 17 settembre, un mese prima del solito. A chiamare le aspiranti matricole di Scienze della formazione primaria a sostenere in anticipo la prova di accesso per il corso di laurea a numero chiuso a livello nazionale è il decreto ministeriale, la cui pubblicazione è prevista oggi. Il decreto dovrebbe prevedere anche una sostanziale invarianza dei posti disponibili (solo una lieve di minuzione rispetto ai 5.261 dell’anno scorso) e la valutazione del percorso scolastico (il cosiddetto bonus maturità), con modalità lasciate all’autonomia dei singoli atenei, che dovranno decidere ora tempi e modi per l’iscrizione alle prove di accesso. Per gli aspiranti insegnanti la selezione non sarà facile, visto che il nuovo percorso di studi permette di acquisire l’abilitazione sia per la scuola dell’infanzia che per la primaria, oltre a prevedere la specializzazione per il sostegno e l’idoneità all’insegnamento della lingua inglese. Un percorso di studi molto apprezzato dalle matricole, per le quali il numero chiuso nazionale è il primo ostacolo per intraprendere la carriera di insegnanti. La prova di accesso mira a verificare la preparazione attraverso un’ottantina di quesiti a risposta multipla incentrati su competenza linguistica e ragionamento logico, cultura lettera ria, storico-sociale e geografica, matematico-scientifica. Poiché, in analogia agli altri corsi di laurea, sul punteggio massimo di 100 il bonus maturità varrà fino a io punti, il test potrà produrne al massimo 90. Non ci sono penalizzazioni per le risposte sbagliate, che contano zero come le mancate risposte (conviene, quindi, sempre provarci!); di conseguenza, ogni risposta giusta varrà 1,125 punti. I contenuti delle prove non si discosteranno molto da quelli degli scorsi anni, con una verifica puntuale della cultura linguistica e generale. Le conoscenze richieste sono, di fatto, quelle delle scuole superiori, quindi per prepararsi ai test la strada migliore è quella dell’allenamento. Chiusi i libri dopo la maturità, in questi mesi estivi è opportuno approfondire le conoscenze di letteratura, storia e pedagogia, ma anche matematica e biologia. Da non sottovalutare l’impatto con i test di logica e analisi: spesso è proprio la difficoltà ad usare correttamente la lingua italiana o a completare un ragionamento in modo coerente con le premesse a far incappare le aspiranti matricole negli errori più frequenti. È quindi utile verificare quali sono gli aspetti più difficili e fare quante più prove possibile (utilizzando anche i test che si trovano online), senza concentrarsi unicamente sulle nozioni.