Partito dalla base di Kouru, nella Guyana Francese, il 13 febbraio scorso, il vettore Vega ora vola nello spazio. Il lancio ha avuto luogo alle 11.00, ora italiana e dopo un’ora e mezza circa dal lancio gli scienziati e i tecnici dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa) e dell’Agenzia Spaziale Italiana hanno decretato il successo del volo di qualifica del vettore europeo.

Il vettore è riuscito a portare in orbita ben nove satelliti di piccole dimensioni con grande precisione. Di questi, due sono italiani: Lares dell’Asi ed il micro-satellite AlmaSat-1 dell’Università di Bologna.

Vega è alto 30 metri, il suo diametro massimo è di 3 metri e pesa 137 tonnellate al decollo. Il vettore vede la collaborazione dell’Italia con altri 6 paesi. Ora Vega è pronto a lavorare al fianco di Ariane5 e a Soyuz, aprendo così la strada all’Europa per una propria autonomia di accesso allo spazio.

Una missione che vede molto da vicino scienziati e tecnici italiani. L’Agenzia Spaziale Italiana svolge infatti un duplice ruolo nell’impresa: finanzia il programma dell’Esa e, attraverso la società Elv, ha consentito la realizzazione industriale dell’intero sistema.

L’Italia è inoltre il paese che finanzia maggiormente il programma (65%), seguita da Francia (12,43%), Belgio (5,63%), Spagna (5%), Paesi Bassi (3,5%), Svizzera (1,34%) e Svezia (0,8%).

Numerose bandierine tricolori hanno accompagnato la partenza di Vega e, quando il successo era ormai stato appurato, il vettore è stato definitivamente salutato dai nostri tecnici che hanno intonato l’inno di Mameli.

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