Videogiochi: è allarme violenza e dipendenza

“Apex Legends vede la competizione e la violenza diventare uno sport, vede    le rovinate terre della    frontiera diventare l’ambientazione per una cruenta mattanza continua”. Così alcuni videogame tester definiscono l’ultima creatura della Respawn Entertainment, lo studio americano di sviluppo di videogiochi che ha prodotto, recentemente, la sua ultima creatura, Apex Legends.

Una presentazione che vuole forse essere accattivante, ma che, al pari del gioco, non riscuote alcun successo tra genitori e responsabili degli istituti scolastici italiani, che anzi sono fortemente critici nei confronti del videogioco e non mancano di evidenziarne la pericolosità e gli eventuali effetti sui giovani gamer. Il direttore scolastico di un istituto in provincia di Vicenza, a proposito degli effetti più diretti e immediati sui ragazzi, parla senza mezzi termini di “dipendenza e bullismo”. Un commento che preoccupa, ma che non stupisce a proposito di un target che, sebbene destinato a giovanissimi, fa della sopravvivenza virtuale e della violenza il proprio leitmotiv.

Ancora più preoccupante l’incredibile successo del videogioco che dopo una sola settimana dal lancio ha battuto e abbattuto ogni record con ben 25 milioni di giocatori, molti dei quali costantemente online per sbaragliare i nemici virtuali. Le ore di gioco dei singoli utenti sono infatti numerosissime e il fenomeno non accenna a diminuire. I ragazzi, insomma, non mollano le console e non solo per studiare o fare i compiti, ma per nessun motivo. Coltivano la propria socialità in modo virtuale e la cosa peggiore è che spesso lo fanno, come nel caso di utilizzo di Apex Legends o di altri videogiochi dello stesso tenore, guardando a un modello basato sulla violenza e sull’annientamento dei rivali in rete che più che avversari diventano veri e propri nemici.

Non meraviglia dunque l’allarme dipendenza e bullismo lanciato da più parti. La violenza non fa che generare violenza: quella virtuale può, oltretutto, estendersi a una moltitudine di ambiti differenti pur rimanendo relegata alla rete e spesso questi atteggiamenti sforano il muro virtuale e dai monitor arrivano alla vita reale, con conseguenze devastanti sia per chi li interpreta che per chi li subisce.

Sta a noi genitori e agli insegnanti aprire bene gli occhi per esercitare il duro compito di vigilare, impedire gli eccessi e fare in modo che la finzione dei videogame resti tale, senza trovare alcuna sponda reale sul web, in classe o in strada.