(ANSA) – ROMA, 23 FEB – “Il sospetto è diventato certezza. Quando Berlusconi parlava di complotto internazionale per abbattere il suo governo sapeva di cosa parlava. E ora, con le intercettazioni segrete portate allo scoperto da Wikileaks, c’è la conferma dell’ingerenza americana nella politica europea e nel colpo di mano che costrinse Berlusconi alle dimissioni. Scelta dettata non certo dalla situazione economica del Paese ma dall’iniziativa internazionale di Berlusconi tesa a tutelare l’Italia e a sostenere un equilibrio piu’ stabile in Europa”. Lo afferma Mariastella Gelmini, vice capogruppo di Fi alla Camera.

“Niente di nuovo sotto il sole – prosegue – ma oggi il governo italiano, se crede di poter esercitare uno straccio di autonomia, deve chiedere conto agli Usa della loro ingerenza. L’Italia è sempre stata un alleato affidabile e concreto degli Stati Uniti che, è opportuno ricordarlo, in questi giorni stanno armando a Sigonella i droni che dovranno bombardare le postazioni Isis. Ciò non di meno il governo italiano deve chiedere conto di quella che è stata una ingerenza destabilizzante che ha messo a rischio l’autonomia e l’autodeterminazione del nostro Paese. E la proposta di istituire una commissione d’inchiesta può sicuramente aiutare il Parlamento e il Paese a fare luce su una fase della nostra storia troppo a lungo oscurata”.

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