Minor fatturato per la grande e piccola distribuzione, nessun vantaggio per i negozi al dettaglio, minori introiti per i lavoratori, minore libertà per il consumatore. Se al governo venisse in mente di commissionare un’analisi costi-benefici sulle chiusure domenicali delle attività commerciali – purché non taroccata come quella sulla Tav – scoprirebbe che la strada che vuole seguire rischia di essere un colpo letale per la nostra economia. Imporre le chiusure domenicali è una scelta liberticida, illiberale e dirigista, tanto più in una contingenza come quella attuale, con un Pil vicino allo zero e la stagnazione dei consumi. Una scelta, che porterebbe vantaggi solo al commercio on line e provocherebbe la perdita di decine di migliaia di posti di lavoro. Imporre le chiusure di negozi e centri commerciali non è una scelta per le famiglie: è una violazione della loro libertà.


1 commento

marco · 21 Febbraio 2019 alle 20:28

Prima di tutto bisogna fare la riforma fiscale per creare nuovi posti di lavoro ::
Flat-tax al 20% ed eliminare la moneta cartacea e pagare tutto col bancomat..
Più che quando ( sabato o domenica ) L’importante è lavorare 40 ore a settimana o 36 come fanno gli statali.
Mi verrebbe da dire che gli straordinari vanno eliminati; perché con la Flat-tax gli stipendi dei lavoratori aumentano e non serve fare gli straordinari per avere uno stipendio più alto.

Attualmente si fanno fare tanti straordinari perché assumere una nuovo dipendente costa troppo.
Con la Flat-tax i dipendenti alla azienda costerebbero di meno e cosi la azienda al posto di far fare tanti straordinari può permettersi di assumere più personale.

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