L’Istat conferma un trend pericoloso per il mercato del lavoro nel nostro Paese.
In Italia le donne sono sempre più precarie, cresce il part-time involontario, diminuiscono le figure apicali, e i redditi sono in media inferiori del 25% rispetto a quelli degli uomini. Al Sud non è occupata neanche una donna su tre. Numeri inaccettabili.
Dobbiamo intervenire per attuare una reale parità dei sessi, per azzerare il gap retributivo, per conciliare lavoro e famiglia. Servono interventi concreti, non è più il momento delle chiacchiere.
Un anno fa ho presentato una proposta di legge per il sostegno della partecipazione delle donne al mercato del lavoro. Si avvicina l’8 marzo, festeggiamolo accelerando l’iter parlamentare di questa pdl e dando risposte a tante donne che meritano di competere ad armi pari con gli uomini per costruire il percorso di vita, lavorativa e personale, che sognano.