Mettere al mondo un figlio è una delle cose più belle, ma spesso diventa anche fonte di preoccupazioni e di penalizzazioni certe per il proprio percorso professionale.
Per questo sono convinta che l’emergenza occupazione, soprattutto femminile, si leghi inevitabilmente a un’altra emergenza, quella della natalità.
Gli ultimi dati ISTAT sono allarmanti: in Italia le nascite sono al minimo storico, sono crollate del 23 per cento in 10 anni. E l’età media della popolazione italiana è sempre più alta.

In Parlamento ho presentato una proposta di legge che punta a invertire proprio questa tendenza, prevedendo sgravi contributivi e previdenziali per chi assume una donna, ma anche più asili nido e retribuzioni più alte, che colmino il divario con i colleghi di sesso maschile. E poi una pensione agevolata per le mamme lavoratrici e l’estensione del congedo parentale per il papà. Serve una proposta politica seria, responsabile, che aiuti concretamente le giovani coppie, le famiglie numerose così come quelle monoparentali. Perché nel nostro Paese per un vero welfare per l’infanzia c’è ancora molto da fare. E il sostegno alle famiglie purtroppo resta ancora troppo spesso solo una promessa da campagna elettorale.