Quest’anno ho trascorso il giorno di Santo Stefano con i ragazzi della Comunità Incontro ad Amelia, in provincia di Terni. Una giornata ricca di emozioni, che ho avuto il piacere di condividere con Giampaolo Nicolasi, capostruttura della Comunità, con il maestro Mogol e con il collega Maurizio Gasparri. Ho conosciuto storie straordinarie, nel bene e nel male, purtroppo, tutte con un unico filo conduttore: la voglia di rinascere. E ho scoperto una realtà che non è solo un centro antidroga, ma una scuola di vita. Tutto iniziò il 13 febbraio 1963, quando don Pierino Gelmini camminando per piazza Navona a Roma fu fermato da Alfredo Nunzi, un ragazzo di strada privo di sogni, che chiese di essere salvato e non con l’elemosina. Don Pierino si prese cura di lui e si rese conto che occuparsi degli ultimi sarebbe stata la sua missione. Così qualche anno dopo, don Pierino con un gruppo di giovani arrivò da Roma in un casale sperduto e diroccato vicino ad Amelia. Davanti al fuoco di un camino don Gelmini e alcuni ragazzi persi nel tunnel della droga si ritrovarono all’ora di cena a mangiare pane, mortadella e mele: quella sera nacque il Molino Silla, la casa madre della Comunità Incontro, il primo di una lunghissima serie di centri sparsi in Italia e in tutto il mondo. Oggi la Comunità Incontro ne ha fatta di strada. Onestà, responsabilità, rispetto per se stessi e per il prossimo sono solo alcuni dei principi che scandiscono la vita all’interno del Molino Silla. Valori a cui ispirarsi per liberarsi dalla schiavitù della droga. Perché la droga non è mai leggera, la droga è droga. E noi abbiamo il dovere di aiutare chi è ogni giorno, con passione e impegno, al fianco di questi ragazzi. Aumentare la pena per chi spaccia è urgente e necessario, ma non basta. Alla Camera ho depositato lo scorso giugno una proposta di legge per stabilire chiaramente il divieto di vendere al dettaglio la cannabis e i suoi derivati. Una battaglia che non si vince però solo con i divieti, servono anche formazione e prevenzione. Ed è per questo che, come Forza Italia insieme al collega Gasparri, siamo pronti ad avviare una seria riflessione con alcuni esperti del settore sulla riforma della normativa sulle droghe DPR 309/90, proprio come richiesto dalla Comunità Incontro e da altre associazioni. Occorre ridisegnare e tornare ad investire sul sistema dei servizi, dalla prevenzione alla cura e alla riabilitazione, fino al reinserimento sociale e lavorativo. Come diceva don Gelmini: “Fa più rumore un albero che cade, che una foresta che cresce”. E noi non possiamo voltarci dall’altra parte. Noi non possiamo abbassare la guardia. Dobbiamo farlo per Luigi, Carlo, Giorgia. Dobbiamo farlo per i nostri ragazzi.


1 commento

marco · 3 Gennaio 2020 alle 1:01

Ottima cosa la lotta alla droga.
Per tanto tutti i parlamentari e tutti coloro che occupano posizioni di comando nella PA dovrebbero sottoporsi ( ogni 6 mesi ) prima di tutti al Test anti droga.
Anche tuttgli gli studenti delle scuole italiane almeno 2 volte all’anno dovrebbero per legge sottoporsi al Test-antidroghe.

I commenti sono chiusi.