SI TAV, FIRMA ANCHE TU L’APPELLO DEL “FOGLIO”

Su Tav ci giochiamo sviluppo, ambiente e lavoro. E non si tratta solo di numeri, ma anche di quale visione di Paese si ha in mente.

L’analisi costi-benefici, pubblicata ieri dal ministro Toninelli, è una balla spaziale utilizzata a fini politici per fermare la Tav. L’avevamo capito e ora ne abbiamo la certezza. Anche le parole del professor Coppola, che faceva parte del gruppo di lavoro sull’analisi per la Torino-Lione e che ha prodotto una contro-relazione che il Ministero non ha reso pubblica, confermano che quella analisi è carta straccia.

Spostare le merci da gomma a rotaia è un bene per l’ambiente, per la sicurezza dei trasporti, oltre che un vantaggio per il nostro export: ma per Toninelli e la strampalata analisi messa a punto da professionisti no Tav si tratta di un costo, perché togliere i tir dalle strade significa ridurre gli introiti per pedaggi e accise sui carburanti. Quelle stesse accise che il governo doveva tagliere entro il 2018. Come giustamente mette in rilievo anche il Commissario straordinario per la Tav Foietta, questa analisi è un inganno e a Toto’-Truffa-Toninelli dell’ambiente non gliene importa un fico secco.

Così però si ferma il Paese: Forza Italia non lo permetterà. Per questa ragione, ho sottoscritto con convinzione l’appello lanciato oggi sul “Il Foglio” dal direttore Claudio Cerasa e sabato 23 febbraio saremo a Milano con i nostri gilet azzurri per dire, ancora una volta, sì all’alta velocità. Non dobbiamo fermare la Tav, ma chi sceglie di barattare il futuro del Paese per uno zero virgola nei sondaggi.

Per firmare l’appello scrivete qui: vivalitaliaveloce@ilfoglio.it