Consigli di un ex ministro per disboscare rendite, sprechi e tasse inique

di Mariastella GelminiIl Foglio del 24.04.2012

Una buona riforma fiscale, equa e in funzione della nostra crescita, presuppone certo lotta all’evasione fiscale e recupero del “sommerso”, destinando però quel recupero, dovuto all’Erario, alla riduzione del carico fiscale: sbloccheremmo così proprio le risorse necessarie al rilancio dell’economia. In altre parole: bisogna restituire ai contribuenti, sotto forma di una progressiva riduzione del carico dell’imposizione diretta, quanto recuperato dalla lotta all’evasione. Soprattutto perché è tempo che lo Stato ai faccia virtuoso, cominciando a fare seri conti con le sue inefficienze, e a non far più pagare ai soli cittadini i suoi sprechi. Non dimentichiamo infatti che il settore pubblico, oggi, offre servizi di bassa qualità ad un costo elevato. E per fare un solo esempio: il costo dell’intermediazione dei 140 miliardi di contributi annui alle imprese, in alcuni comparti, raggiungerebbe il 26%.

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Livello d'allarme. Sul fisco adesso serve coraggio.

di Fabrizio ForquetIl Sole 24 Ore del 16.04.2012

Nessuno può e deve permettersi di minimizzare l’importanza del decreto “salva-Italia”. Erano settimane cariche di ansia quelle d’autunno e la tenuta del Paese era a rischio. Il carico di nuove imposte che quel provvedimento imponeva era giustificato dall’emergenza. Ed è soprattutto così che è stato possibile invertire un percorso che stava portando l’Italia verso esiti disastrosi.

Il merito, e la credibilità, di quel decreto erano però anche in altro. In due interventi marginali, ma in realtà fondamentali per il messaggio che contenevano. Il primo era la riduzione, seppur minima, dell’Irap che grava sul lavoro; il secondo l’introduzione della cosiddetta Ace (Allowance for corporate equity), che dà vantaggi fiscali alle imprese che si ricapitalizzano. Il Governo sembrava dire: l’emergenza ci impone di alzare la pressione fiscale complessiva, ma sin da ora assicuriamo che la nostra intenzione è ridurre il peso del fisco, almeno sul lavoro e sulle imprese.

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